"Io voglio andare con l'uomo che amo non voglio sapere quanto costa non voglio sapere se faccio bene o faccio male nemmeno se mi ama voglio soltanto quello che io amo." È l'anima buona di Shen-Te che canta l'amore con questa poesia di Brecht e può sembrare strano che per parlare d'amore prenda a prestito proprio le parole di un poeta conosciuto per il suo rigore culturale e politico, per la sua epicità. Così come quando ho allestito uno spettacolo che parlava interamente d'amore, L'anima buona di Sezuan, non c'è nessun trionfalismo, nessuna piccola caparbietà, nessuna nostalgia di coerenza, nel riparlare d'amore, ancora una volta, attraverso le parole di Brecht. C'è invece la constatazione, chiara, quasi serena, che queste parole hanno riconquistato - semmai l'avevano persa - la loro necessità, la loro attualità tragica, la loro sconvolgente novità formale, di quando non l'avessero al momento della loro scrittura. E ciò in un mondo, come il nostro, in cui, mi pare, si sta realmente perdendo ogni misura, in cui ci si avvia verso un destino arido, verso forse una catastrofe atomica dominata dalla freddezza e dall'intolleranza, incapace ormai di intendere la vita come "atto quotidiano", come "normalità" e non come eccezione, in un mondo in cui il problema del male è solo la prova dell'orrore che è diventato ormai un'abitudine, quando fissiamo quasi con indifferenza la violenza che ci circonda, le corruzioni, il dilagare di un intrico di interessi solo materiali dove persine il divertimento è diventato un continuo, futuribile, massacro a colori. In questo mondo una parola come amore può far paura, se non è pronunciata con un contorno di eroismo, di impossibilità, di schizofrenie, di caratteri codificati, dove persine la pubblicità ci suggerisce parole e comportamenti che dovrebbero nascere dal cuore. È un paradigma della "schizofrenia sociale" in cui viviamo, di questa spirale di dissociazione che sembra non aver più soluzione di continuità. Penso alla follia dell'era "atomica" - come la chiama Fornari - al terrore atomico che ci fa esorcizzare il male attraverso la continua accettazione della violenza. Penso ad uomini costretti ormai a vivere il crepuscolo di questo giardino manicomiale del mondo in cui ancora, nel suo spazio di vuoto perlaceo, intorno ad una distesa di acque e di fango e di rifiuti, sorgono e tramontano lune e soli, e tanto poco amore. E la sua dissoluzione è solo in noi. È affare nostro, di noi appunto, come dice Brecht "effimeri di questo pianeta, ultimo rifugio, che è fatto così". E allora, anche l'amore, una delle poche cose "ecologiche" che restano in noi, diventa il sintomo, la via, la luce per illuminare non lâeterno rifugio di sogno, ma per dilatare, vivere fino in fondo questi piccoli spazi di verità intima, personale, spesso segreta, che ancora ci restano. E allora insinuiamo in noi il sospetto di questa dolce debolezza. Diceva Brecht: "...debolezze, tu non ne avevi ö io ne avevo una, amavo".
giovedì 27 marzo 2008
L'anima buona di Shen-te
martedì 25 marzo 2008
Pillole di poesia
LE DONNE DEL MULINO
Le donne del mulino
non hanno un’ identità,
hanno viscere e sogni in decomposizione,
come successori d’esemplari avi,
altri anonimi esseri condannati
alla candida e perfetta deriva.
Le donne del mulino
come Venere non hanno capelli tangibili
solo conchiglie d’amplesso
nel ventre spogliato
solo farina agognata di notte e di giorno
per poco assaporata e sparsa sul corpo
come una candida maledizione.
Le donne del mulino
nullatenenti e nulla facenti,
anonime meschine e consapevoli diseredate
si svegliano alle prime luci dell’alba
e si addormentano su stracci di polvere
alle ultime ombre della sera.
A loro non resta altro da fare
che aspettare un altro benedetto….
quale incerto giorno!
Roberta Bagnoli
mercoledì 19 marzo 2008
"Esiste ancora un anima buona sulla terra?".... Scopritelo con noi :)
L'Anima buona di Sezuan
1938-40 gli anni più cupi della recente storia d'Europa, quando il fascismo sembra essere ormai una forza irresistibile: gli anni in cui si consuma il Sacrificio della Repubblica spagnola e le democrazie occidentali capitolano a Monaco e Hitler, con feroce determinazione, avvia la sua macchina di guerra e invade la Cecoslovacchia, schiaccia la Polonia, occupa la Norvegia, stronca le reni alla Francia; e non solo lo spavaldo botole Mussolini ma, ahimè, la stessa Russia sovietica partecipa alle briciole del sanguinario banchetto; e chi tenta di trovare un senso a tutto quest'orrore, gli si legge in volto la disperazione, lo sgomento per il baratro popolato di lupi e di roghi verso cui il mondo è incamminato. In questo volgere d'anni Brecht, esule tra Danimarca e Finlandia, dà la misura della piena maturità ormai, raggiunta dal suo ingegno componendo quelle che sono forse le sue due opere teatrali più altamente e liberamente meditate: "Vita di Galileo" e "L'anima buona del Sezuan".
Se infatti l'imponenza del personaggio e la folgorante (soprattutto a partire dall'agosto '45) rispondenza del tema alla problematica massima della nostra epoca hanno conferito, e tuttora conferiscono, al Galileo una forza di presa incomparabile sui pubblici d'ogni dove, è certo che nessun altro testo brechtiano (eccettuati al più alcuni esempi di opere didattiche - "L'eccezione e la regola", "Gli Orazi e i Curiazi" - il cui prevalente carattere e scopo sperimentali sono comunque incontestabili) raggiunge la purezza di disegno e la coerenza di pensiero, l'icasticità poetico-ideologica della "parabola scenica" di Shen Te.
mercoledì 13 febbraio 2008
Utilità
Buongiorno a tutti, Oggi è davvero freddo, ma non divaghiamo, vorrei solo avvertirvi che è stato aggiunto alcune funzionalità al forum.
1.Web Radio - Gratis
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2.Forum
Il Forum sarà un nostro spazio dove postare pensieri, idee, prposte o difficoltà tecniche. Il tutto subordinato ad una breve registrazione gratuita, dopo aver cliccato sempre sul lato destro della pagina principale sulla dicitura "...Clicca qui per visitare il forum del Teatro dei Passi..." sarai redirezionato su una pagina esterna di forumfree, il provider che offre tali servizi.
ciao a tutti. :)
ps: Mi raccomando accorrete numerosi.
mercoledì 6 febbraio 2008
18 Gennaio 2008
Ciao a tutti amici qui è Alex che vi parla, è da tanto che non scrivo ma vorrei parlarvi della nostra seconda replica di NIENTE DA FARE di cui A breve saranno pubblicate le foto dello spettacolo.
Grazie al Teatrino dei Fondi, Grazie a Pilade ed angelo siamo riusciti a portare un po' di noi a Corazzano("quella piccola ed accogliente bomboniera") e fa sempre piacere avere questà opportunità.
Non sono mancati un po' di litigi, qualche "Gaff" prima di iniziare ma le soddisfazioni sono venute, Una Spettatrice ci ha scritto delle bellissime parole e vorrei postarvi queste righe: "...
Grazie. Grazie e ancora grazie per il bellissimo spettacolo di Venerdì 18 gennaio. "Niente da fare" m'è entrato nel cuore e dopo più di una settimana sta ancora lì e credo che ci rimarrà ancora per molto. Un testo vivo, presente, contemporaneo nel senso più vero di spcchio di una contemporaneità vista attraverso i suoi elementi strutturali e non le sue contingenze. Una ricchezza fatta di citazioni perfettamente integrate nel testo, funzionali, a volte esilaranti, tutt'altro che accademiche, giuste, insomma. Il vostro piccolo teatro si è aperto in maniera inaspettata. Usato con sapienza, con originalità è diventato un ricovero perfetto per quelle meravigliose donne che come tutte le donne cercano la propria strada in un deserto fatto di bisogno e di violenza, di sogni senza consistenza, di bugie, di teatro scadente che non aiuta a soddisfare le necessità vere della vita. Grazie ancora a voi e soprattutto alle donne e agli uomini della straordinaria compagnia dei passi che davvero ci ha commosso e entusiasmato, ci ha aperto gli occhi come pochi altri hanno saputo fare negli ultimi anni in teatro e lo dice una che è piuttosto assidua nelle sale della regione (che squallore i cartelloni dei "grandi teatri"). Spero di rivedere niente da fare in giro per il mondo, se lo merita. Spero possa riempire spazi piccoli e grandi, spero possa riempire il cuore e la mente di altra gente oltre quella che era intorno a me l'altra sera a Corazzano.
Non ho trovato il recapito della compagnia e vi sarei molto grata se giraste a qualcuno di loro questa comunicazione. Bravi!
Alba
..."
Se avete idee, proposte consigli o qualsiasi altra cosa in mente scrivete, scrive, scrivete.
lunedì 24 dicembre 2007
Buon Natale
Un altro anno è passato ed un altro Treno carico di Emozioni ha fatto visita a ciascuno di noi! Per voi, lo abbiamo fermato e gli abbiamo chiesto di aggiungere anche i nostri Auguri.